It’s not my fight

Ebbene sì, voglio dirlo pubblicamente: non mi iscrivo al PD. Non ho mai avuto una tessera di alcun partito. Non me ne vanto, è solo un fatto. Non mi sono mai sentito di farlo. Non mi è mai venuto di farlo. Proprio una roba istintiva. Nonostante molte persone mi dicevano “guarda che se ti iscrivi, poi da cosa nasce cosa…”. Ecco, no. La politica, per me, è sempre stata una passione e tale voglio che resti.

Qui spesso e volentieri ho parlato, tra le mille cose, di politica. E non ho mai nascosto la mia vicinanza al PD di Matteo Renzi. Ma non Renzi presidente del consiglio. Matteo Renzi nella fase mediana, quella post-rottamatore. Quella in cui, ci ha davvero fatto pensare che fosse possibile un partito plurale in cui ci si ascolta e si prendono decisioni insieme. Ebbene, sì. Ci stavo credendo.

E ora mi sono, tristemente, trovato a condividere ben poco di quel che il presidente sta combinando (dal mancato dialogo per la faccenda Mineo a questa riforma del Senato che non si capisce bene quanto sia necessaria). C’è stata anche una fase in cui cercavo di giustificare la detronizzazione del caro Letta e la conseguente “assunzione di responsabilità” di Matteo.

Io non mi sento di appoggiare questo PD. Un PD che è Renziero Unico, qualcosa che mai mi sarei aspettato. Una “dolce melassa”, la definì il maestro Carlo Freccero. Ovvero siamo tutti inevitabilmente col nocchiero fiorentino sempre e comunque e chi non lo è, non vuole il Bene dell’Italia. Ecco, no.

Per questa ragione io non posso diventar parte di questo PD. Forse sono un vigliacco che non vuole prendere parte alla giostra del #cambiaverso, probabile. Io me la racconto in modo differente. Perché, a pensarci bene, non è l’appoggio al PD. E’ proprio diventare parte di un partito politico che non è nelle mie corde. Io voglio poter essere d’accordo con Giuliano Ferrara o con Vittorio Sgarbi o perfino Giannino e dirlo apertamente, magari proprio sul mio blog.

Io voglio potermi confrontare senza paletti con chiunque la pensi in modo differente da me (purché pensi). Insomma, a dirla tutta, voglio mantenere la mia libertà di pensiero ed esprimerlo causticamente o meno, come voglio. Senza altri fini.

Nella mia “esperienza politica” dal 2007 in poi ho visto molte cose, a livello regionale sia in Sardegna che in Emilia-Romagna. E quello che ho vissuto e visto a me non è piaciuto. Affatto. Ho visto non correnti, ma rivoli di soggetti che si muovono solo per ambizione personale. Non è aspetto di per sé negativo, per carità. Ma se fai politica solo per ambizione personale, allora non ci siamo proprio. Ho visto guerre intestine basate su cose talmente di bassa lega che mi vien tristezza al solo pensarle. Ho visto sorrisi tra “compagni” che poi si pugnalavano che manco Erika e Omar. Ho visto troppo.

Perdonatemi, ma di cambiare una cosa così, a mio avviso, è proprio improbabile. L’unico modo effettivo ed efficace è fare l’ennesimo rivolo e combattere con armi che io ritengo non mie. It’s not my fight.

 

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