The dark knight rises – Un cavaliere a 1 D

Dopo 4 anni di attesa è tornato il terzo capitolo che pone la parola fine al Batman firmato Christopher e Jonathan Nolan. L’assenza di Heath Ledger e di Joker si è fatta sentire. La scelta di voler onorare la memoria dell’attore australiano non nominando mai il personaggio da lui magistralmente interpretato è quantomeno discutibile, ma non è il caso di affrontare questo tema sin troppo nostalgico.

Parliamo invece del nostro oscuro cavaliere e della conclusione di una vera e propria saga. Tanti i blogger che ci hanno raccontato la trama, come tanti i post e le note su Facebook che hanno spoilerato un po’ tutto. Mi limito a dire che ho preferito di gran lunga gli altri due.

In Batman begins viene tratteggiata l’origine dell’uomo pipistrello con un occhio ai grandi romanzi e film di formazione. Più che i nemici, esaltante è il modo in cui il miliardario decide di diventare il nocturne vigilante più famoso di sempre.

Ne Il cavaliere oscuro un Bruce Wayne maturo e apparentemente consapevole del suo ruolo affronta la sua nemesi, il Joker. Il personaggio rappresenta il caos supremo che si contrappone all’ordine (Batman). Ma la grandezza della pellicola di Nolan sta nella domanda che molti di noi si sono posti uscendo dalla sala: qual’è la vera differenza tra i due? Insomma, si è partiti dal semplice fumetto per indagare quesiti antichi come l’uomo.

In The dark knight rises la profondità dei personaggi, il mischiare Bene e Male, (elementi che caratterizzano molte opere di Nolan) sono drammaticamente venuti a mancare. “Rest in pieces”, come direbbe Sly.

Anche se la Hathaway meritava…

Nulla si può dire sulla regia, che riesce a coniugare film d’azione, fumetto e drama. Quello che tradisce sono i dialoghi, piatti e senza spessore. I colpi di scena non mancano, bisogna ammetterlo, ma risultano fini a sé stessi. Un po’ vacui.

Se ancora non avete visto il film, andate pure. Ma non aspettatevi un film originale e con una trama solida. Piuttosto andate per godervi un bel film d’azione in cui Bene e Male si scontrano. Insomma ben pochi stimoli. Effetti visivi esclusi, naturalmente.

« Quando Gotham sarà cenere, avrai il mio permesso di morire»

P.S. – Fate caso, ogni volta che Bane tocca qualcuno esso è condannato a provare orrore e paura inenarrabili. Questo è il Nolan che mi piace.

P.P.S. – Sono tra quelli che crede che Filippo Timi abbia fatto un ottimo lavoro nel doppiaggio di Bane. Insultatemi pure nei commenti.

5 risposte a “The dark knight rises – Un cavaliere a 1 D

  1. Mi ripeto qui: Sullo spessore dei personaggi è vero, è venuto a mancare anche a me. Amo le digressioni e infatti tra le parti che ho preferito ci sono quelle all’interno della prigione.
    Però anche l’azione fa la sua buona parte, e visto che è supportata da una buona trama non mi ha fatto troppo dispiacere per l’assenza della profondità dei personaggi

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