Gamers will save the world

maggio 12th, 2011 § 3 commenti

Tre emozioni positive per ogni emozione negativa e vivi dieci anni di più. E, aggiungerei, meglio. Non è una grande novità. Sono le solite cose che la scienza scopre secoli dopo il semplice buon senso. Sorridere fa bene alla salute. Fare sesso rende felici. Le solite cose. No, non proprio.

Stavolta le emozioni positive sono scatenate dai tanto deprecati videogiochi. A dirlo è un’autorità in Game Design, Jane McGonigal. E noi la ascoltiamo. Jane, dopo attenta ricerca, dice che investiamo/sprechiamo 3 miliardi di ore alla settimana giocando on line. Drammatico, eh? No. Non per lei.

Dice che per i prossimi dieci anni dovremmo stare 21 miliardi di ore alla settimana per raggiungere obiettivi importanti. E quali sarebbero? Alimentare la sociopatia? Ancora un altro no. Sconfiggere la fame, l’obesità, la povertà, il cambiamento climatico e così via. Insomma, salvare il mondo. Mettiamo da parte, almeno per un po’, le ovvie e comprensibili risatine di scherno suscitate da questa scienziata del gaming. Lasciamoci trasportare in questo delizioso delirio.

La McGonigal ce lo spiega in modo molto semplice. Chiunque di voi abbia mai provato almeno una volta la Play o l’Xbox o la Wii sa che di passivo nei videogiochi non c’è nulla. C’è di più. Sei bombardato di stimoli e di cose che nella realtà non vedresti mai. Stimoli positivi che causano emozioni positive. Dallo studio della McGonigal, emerge che nei videogames le emozioni come la frustrazione, l’ansia e la sopraffazione (ben presenti nella vita di tutti i giorni) sono sconosciuti.

Come abbiamo detto sopra, le emozioni positive comportano una vita migliore. Ergo giocare on line per avere una vita migliore solo on line? Mi sto un po’ stufando di contraddirmi, ma no.

Tutti i problemi che coinvolgono il pianeta hanno bisogno di notevoli cervelli che collaborino insieme per dare risposte. E qui non ci vuole di certo un gran cervello per capirlo. Il mondo ha bisogno, in sostanza, di problem solver.  E quale pensate che sia la miglior palestra per i nostri futuri risolutori di problematiche universali…? Sì, sono i videogames.

E allora la giovane Jane s’è chiesta: come faccio a trasportare quella sensazione di epic win, di completa soddisfazione di sé nel mondo reale? Semplice, sviluppando dei giochi che abbiano un forte valore sociale. Così la studiosa, insieme all’Institute for the Future, ha dato vita a tre differenti giochi.

World without oil è stato il primo. Si ipotizza di vivere in un mondo senza petrolio. Il tutto corredato da finti dati (scuole chiuse, allerta cibo, suggerimenti per sopravvivere, etc…). Inoltre ogni giocatore cura un finto blog in cui dà delle false testimonianze di come cavarsela con risorse ecosostenibili. Ci hanno giocato quasi in diecimila. Risultato reale: la maggioranza dei giocatori ha mantenuto quei comportamenti “verdi” nella realtà di tutti i giorni. In qualche modo il gioco ha davvero cambiato la realtà. ma questo è solo l’inizio. Gli altri due giochi sono Superstruct e Evoke. Scopriteli e provate un po’ a vedere se poi non state da dio giocando nella realtà.

I pigri possono trovare qui la presentazione di Jane McGonigal al TED. Sono disponibili i sottotitoli in italiano, tranquilli.

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